venerdì 20 novembre 2009

UNA METROPOLI DI 200.000 ANNI FA

Una sorprendente scoperta: nel cuore dell'Africa
di Dan Eden per viewzone

Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti - o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell'umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l'interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? - dal 160000 al 200000 a.C.!


L'immagine è una vista ravvicinata di poche centinaia di metri del paesaggio, presa da Google-earth. La regione è un po' remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.
La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato.
"Quando Johan per primo mi ha fatto conoscere le antiche rovine di pietra dell'Africa australe, non avevo idea delle incredibili scoperte che ne sarebbero seguite, in breve tempo. Le fotografie, i manufatti e le prove che abbiamo accumulato puntano senza dubbio ad una civiltà perduta e sconosciuta, visto che precede tutte le altre - non di poche centinaia d’anni, o di qualche migliaio d’anni... ma di molte migliaia d’anni. Queste scoperte sono così impressionanti che non saranno facilmente digerite dall’opinione ufficiale, dagli storici e dagli archeologi, come abbiamo già sperimentato. E' necessario un completo mutamento di paradigmi nel nostro modo di vedere la nostra storia umana". – Tellinger

Dove è stata compiuta la scoperta
L'area è importante per una cosa che colpisce subito – l’oro. "Le migliaia di antiche miniere d'oro scoperte nel corso degli ultimi 500 anni, indicano una civiltà scomparsa che ha vissuto e scavato per l'oro in questa parte del mondo per migliaia d’anni", dice Tellinger. "E se questa è in realtà la culla del genere umano, possiamo star guardando le attività della più antica civiltà sulla Terra".

Per visualizzare il numero e la portata di queste rovine, vi suggerisco di utilizzare Google-earth e iniziare con le seguenti coordinate:
Carolina - 25 55'53,28"S / 30 16' 13,13" E
Badplaas - 25 47'33,45"S / 30 40' 38,76" E
Waterval - 25 38'07,82"S / 30 21' 18,79" E
Machadodorp - 25 39'22,42"S / 30 17' 03.25" E
Quindi eseguite una ricerca a volo radente all'interno dell'area formata da questo rettangolo. Semplicemente stupefacente!

L'oro ha giocato un certo ruolo sulla densità di popolazione che un tempo viveva qui? Il sito si trova a circa 150 miglia da un ottimo porto, il cui commercio marittimo potrebbe avere contribuito a sostenere una popolazione così importante. Ma ricordate che stiamo parlando di quasi 200000 anni fa!
Le singole rovine sono in gran parte costituite da cerchi di pietre. La maggior parte sono stati sepolti sotto la sabbia e sono visibili soltanto dal satellite o dall’aereo. Alcuni sono stati esposti, quando il cambiamento climatico ha soffiato via la sabbia, rivelando le mura e le fondamenta.


"Mi vedo come una persona di mente aperta, ma devo ammettere che mi ci è voluto oltre un anno per digerire la scoperta e per capire che abbiamo realmente a che fare con le strutture più antiche mai costruite dall'uomo sulla Terra.
Il motivo principale di ciò è che ci hanno insegnato che nulla di significativo è mai venuto dal Sud Africa. Che le civiltà più potenti sono apparse in Sumeria e in Egitto e in altri luoghi. Ci viene detto che fino all'insediamento del popolo BANTU, proveniente da nord, che dovrebbe avere avuto inizio nel secolo XII d.C., questa parte del mondo era piena di cacciatori-raccoglitori, e che i cosiddetti Boscimani non hanno fornito alcun contributo importante alla tecnologia o alla civiltà". – Tellinger

Una storia ricca e variegata


Quando i primi esploratori incontrarono queste rovine, davano per scontato che fossero recinti per il bestiame realizzati da tribù nomadi, come il popolo bantu, che si spostò verso sud e si stabilì in questa terra intorno al sec. XIII. Non si conoscevano le testimonianze storiche di nessuna civiltà precedente, più antica, in grado di costituire una comunità così densamente popolata. Poco sforzo fu stato fatto per indagare il sito perché la collocazione storica delle rovine non era per nulla nota.
Negli ultimi 20 anni, persone come Cyril Hromnik, Richard Wade, Johan Heine e una manciata d’altri hanno scoperto che queste strutture in pietra non sono ciò che sembrano essere. In realtà questi sono ora ritenuti i resti di antichi templi e osservatori astronomici di antiche civiltà perdute, che risalgono a molte migliaia di anni fa.


Queste rovine circolari sono distribuite su una vasta area. Possono solo essere veramente apprezzate dal cielo o attraverso immagini satellitari. Molte di loro sono quasi completamente erose o sono state coperte dai movimenti del suolo fatti per l’agricoltura lungo il tempo. Alcune sono sopravvissute abbastanza bene da rivelare le loro grandi dimensioni, con alcuni muri originali in piedi, sino a quasi 2 metri d’altezza e oltre un metro di larghezza, in alcuni luoghi. Guardando la metropoli intera, diventa evidente che si trattava d’una comunità ben progettata, sviluppata da una civiltà evoluta. Il numero di antiche miniere d’oro suggerisce la ragione per cui la comunità si trovava in questa posizione. Troviamo le strade - alcune si estendono per un centinaio di miglia - che collegavano la comunità e l'agricoltura a terrazzamenti, molto simili a quelli trovati negli insediamenti Inca in Perù.
Ma una domanda necessita una risposta - come potrebbe tutto questo essere stato realizzato dagli esseri umani 200.000 anni fa?

La datazione del sito
Trovare i resti di una grande comunità, con ben 200000 persone che vivevano e lavoravano insieme, è stata una scoperta importante in sé. Ma la datazione del sito ha costituito un problema. La patina pesante sulle pareti di roccia suggeriva che le strutture dovessero essere molto vecchie, ma la scienza della datazione tramite la patina è solo in fase di sviluppo ed è ancora controversa. La datazione col carbonio 14 di sostanze organiche, come il legno bruciato, è alterata dalla possibilità che gli esemplari possano aver subito incendi recenti dell’erba circostante, che sono comuni nella zona.




La svolta arrivò inaspettatamente. Ecco come Tellinger la descrive:
"Johan Heine scoprì il Calendario Adam nel 2003, quasi per caso. Andava a cercare uno dei suoi piloti che si era schiantato con l'aereo sul bordo dell’altopiano. Accanto al luogo dello schianto Johan notò un gruppo molto strano di grosse pietre, sporgenti dal terreno. Mentre portava in salvo il pilota ferito da circa 20 metri sotto il bordo della rupe, Johan si avvicinò ai monoliti e subito si rese conto che erano allineati ai punti cardinali della Terra - nord, sud, est e ovest. C’erano almeno tre monoliti allineati verso il sorgere del sole, ma sul lato ovest dei monoliti allineati c'era un misterioso buco nella terra - mancava qualcosa.
Dopo settimane e mesi di misurazioni e di osservazioni, Johan concluse che le rocce erano perfettamente allineate con il sorgere e il tramonto del sole. Determinava i solstizi e gli equinozi. Ma il misterioso buco nel terreno era rimasto come un grande puzzle. Un giorno, mentre pensava alla ragione di quel foro, l'esperto locale di piste a cavallo, Christo, arrivò a cavallo e spiegò rapidamente a Johan che c'era una pietra dalla strana forma, che era stata rimossa dal luogo qualche tempo prima. Apparentemente era da qualche parte vicino all'ingresso della riserva naturale.
Dopo una lunga ricerca, Johan trovò la pietra antropomorfica (di forma umanoide). Era intatta e con orgoglio recava una targa, attaccata ad essa. Era stata utilizzata dalla Fondazione Blue Swallow per commemorare l'apertura della riserva Blue Swallow nel 1994. L'ironia è che era stata rimossa dal sito antico più importante trovato fino ad oggi, e misteriosamente era ritornata alla riserva - per motivi leggermente diversi.


La posizione esatta del calendario è indicata nel sito www.makomati.com. I primi calcoli dell’età del calendario sono stati effettuati in base al sorgere di Orione, una costellazione conosciuta per le sue tre stelle luminose che formano la "cintura" del mitico cacciatore.
La Terra oscilla sul suo asse e quindi le stelle e le costellazioni cambiano il loro angolo di presentazione nel cielo notturno, in base alla congiuntura. Questa rotazione, denominata precessione, completa un ciclo ogni 26000 anni ca.
Se possiamo stabilire quando le tre stelle della cintura di Orione erano posizionati in orizzontale contro l'orizzonte, possiamo stimare il momento in cui le tre pietre del calendario erano in linea con queste stelle visibili.


Il primo calcolo approssimativo fu di almeno 25000 anni fa. Ma le misure nuove e più precise tendevano ad aumentare l'età. Il calcolo successivo è stato compiuto da un maestro archeo-astronomo, che vuole rimanere anonimo, per paura del ridicolo dalla Fraternità accademica. Il suo calcolo si è basato sul sorgere di Orione e ha suggerito un’età di almeno 75000 anni. Il calcolo più recente e più preciso, fatto nel giugno del 2009, suggerisce un’età di almeno 160000 anni, sulla base del sorgere apparente di Orione all'orizzonte - ma anche dell'erosione delle pietre di dolerite trovare sul sito.
Alcuni pezzi dei marcatori di pietra sono rotti e giacciono per terra, esposti all'erosione naturale. Quando i pezzi sono stati rimessi insieme, circa 3 cm di pietra era già stato portati via. Questi calcoli hanno aiutato a valutare l'età del sito dal calcolo del tasso d’erosione della dolerite.


Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Sembrerebbe che gli esseri umani abbiano sempre apprezzato l'oro. È anche menzionato nella Bibbia, che descrive i fiumi del Giardino dell’Eden:
Genesi 2:11 - Il nome del primo [fiume] è Pishon; scorre intorno a tutto il paese di Havilah, dove c'è l'oro.
Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l'antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato "Egoli", che significa la città d'oro.
Sembra molto probabile che l'antica metropoli sorgesse a causa della sua vicinanza con l'offerta d’oro più grande del pianeta. Ma perché gli antichi lavoravano così alacremente nelle miniere d'oro? Non si può mangiare. E' troppo tenero da utilizzare per la produzione di utensili. Non è molto utile per qualsiasi cosa, tranne gli ornamenti e la sua bellezza fisica è pari con altri metalli come il rame o l’argento. Perché mai l'oro divenne così importante per i primi Homo sapiens?
Per cercare la risposta, abbiamo bisogno di guardare al periodo storico in questione - 160000 a 200000 anni a.C. - e scoprire ciò che stava accadendo sul pianeta Terra.

Com’erano gli esseri umani 160000 anni fa?
Possiamo rintracciare l’'uomo moderno, l'Homo sapiens, ossia i nostri antenati, indietro nel tempo, verso un punto in cui la nostra specie si è evoluta da altri, più primitivi, ominidi. Gli scienziati non capiscono perché questo nuovo tipo umano improvvisamente apparve, o come il cambiamento avvenne, ma siamo in grado di rintracciare i nostri geni sino ad una sola donna, che è nota come "Eva mitocondriale".


Eva mitocondriale (mt-MRCA) è il nome dato dai ricercatori alla donna che è definita come l’antenato comune matrilineare più recente (MRCA) per tutti gli esseri umani attualmente viventi. Tramandato da madre a figlio, tutto il DNA mitocondriale (mtDNA) in ogni persona vivente è derivato da questo individuo di sesso femminile. Eva mitocondriale è la controparte femminile di Adamo Y-cromosomico, l’antenato comune patrilineare più recente, pur vivendo in tempi diversi.
Si crede che Eva mitocondriale sia vissuta tra 150000 a 250000 anni a.C., probabilmente in Africa orientale, nella regione della Tanzania e delle zone immediatamente a sud e ad ovest. Gli scienziati ipotizzano che vivesse in una popolazione di forse 4000-5000 femmine, in grado di produrre prole in un dato momento. Se altre femmine avevano prole con cambiamenti evolutivi del loro DNA, non abbiamo alcuna registrazione della loro sopravvivenza. Sembra che siamo tutti discendenti di questa femmina umana.
Eva mitocondriale sarebbe stata pressoché contemporanea deli esseri umani i cui fossili sono stati rinvenuti in Etiopia, nei pressi del fiume Omo e di Hertho. Eva mitocondriale visse molto prima dell’emigrazione dall’Africa, che potrebbe essersi verificata tra 60000 e 95000 anni fa.


La regione, in Africa, dove si può trovare il massimo livello di diversità mitocondriale (verde) e la regione in cui gli antropologi ipotizzano che la divisione più antica della popolazione umana abbia iniziato a verificarsi (marrone chiaro). L'antica metropoli si trova in quest'ultima regione (marrone), che corrisponde anche al periodo stimato in cui le mutazioni genetiche improvvisamente accaddero.
Potrebbe essere questa una coincidenza?


La storia antica sumera descrive l'antica metropoli e i suoi abitanti!
Sarò onesto con voi. Questa parte successiva della storia è difficile da scrivere. È così sconvolgente che la persona media non ci vuole credere. Se siete come me, vi consiglio di fare la ricerca voi stessi, e prendervi del tempo per permettere ai fatti di stabilirsi nella vostra mente.
Ci hanno spesso fatto credere che la nostra storia conosciuta comincia con gli egiziani - i Faraoni e le piramidi. Le dinastie più antiche risalgono a circa 3200 anni a.C. Si tratta di tanto tempo fa. Ma la civiltà sumera, in quello che oggi è l'Iraq, è molto più antica. Inoltre, abbiamo tradotto molte delle loro tavolette di storia, scritte in caratteri cuneiformi e in scritture precedenti, in modo da sapere molto sulla loro storia e leggende.


L'immagine del sigillo raffigura la leggenda del "Grande Diluvio", che consuma l'umanità. Molte leggende sumere sono sorprendentemente simili alla Genesi. Come la Genesi, la leggenda sumera Atrahasis racconta la storia della creazione degli esseri umani moderni, non da un Dio d'amore, ma da esseri provenienti da un altro pianeta, che avevano bisogno di "lavoratori schiavi", per aiutarli a lavorare nelle miniere d'oro per la loro spedizione extra-planetario!


Ho avvertito che questo è difficile da credere, ma per favore continuate a leggere.


Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Questa storia, la Atrahasis, proviene da un’antica versione babilonese che risale circa al 1700 a.C., ma deriva certamente da più antichi testi dei Sumeri. Essa combina i motivi familiari sumeri della creazione del genere umano e del conseguente diluvio - proprio come la Genesi.
La storia inizia con gli “dèi" - esseri provenienti da un pianeta chiamato Nibiru – che scavano fossati e miniere per l'oro, come parte di una squadra di spedizione. I moderni esseri umani (homo sapiens) non esistevano ancora; solo ominidi primitivi vivevano sulla Terra. C'erano due gruppi di "divinità", la classe dei lavoratori e la classe dirigente (cioè gli ufficiali). Gli dèi lavoratori avevano costruito le infrastrutture come pure lavoravano nelle miniere d'oro e, dopo migliaia d’anni, il lavoro era apparentemente troppo per loro.

Gli dèi dovevano scavare i canali
Dovevano tenere puliti i canali,
le arterie vitali della terra,
Gli dèi scavarono il letto del fiume Tigri
E poi hanno quello dell'Eufrate. - (Dalley 9, Atrahasis)

Dopo 3600 anni di questo lavoro, gli dèi finalmente cominciarono a lamentarsi. Decisero di scendere in sciopero, bruciando i loro strumenti e circondando la “dimora” del dio principale Enlil (il suo tempio). Il ministro di Enlil, Nusku, scosse Enlil dal letto e l’avvisò che la folla inferocita stava fuori. Enlil rimase spaventato. (Il suo volto è descritto: "olivastro come un tamerice"). Il ministrò Nusku consigliò Enlil di chiamare gli altri grandi dèi, soprattutto Anu (Dio del cielo) e Enki (il dio intelligente delle acque dolci). Anu consigliò ad Enlil di scoprire chi fosse il capo della ribellione. Mandarono Nusku fuori per chiedere alla folla delle divinità chi fosse il loro leader. La folla rispose: "Ciascuno di noi dèi vi ha dichiarato guerra!" (Dalley 12, Atrahasis).
Poiché la classe superiore degli dèi ora vedeva che il lavoro degli dèi di classe inferiore "era troppo difficile", decisero di sacrificare uno dei ribelli per il bene di tutti. Essi avrebbero preso un solo Dio, l’avrebbero ucciso e ne avrebbero fatto il genere umano, mescolando la carne e il sangue del dio con l'argilla:

Belit-ili, la dea del grembo materno, è presente,
Lasciate che la dea del grembo materno crei la sua prole,
E lasciate che l'uomo sopporti il carico degli dei! (Dalley 14-15, Atrahasis)

Dopo che Enki li istruì sui rituali di purificazione per il primo, settimo e quindicesimo giorno d’ogni mese, gli dèi uccisero Geshtu-e, "un dio che aveva l'intelligenza" (il suo nome significa "orecchio" o "saggezza") e formarono l'umanità dal suo sangue e dalla creta. Dopo che la dea della nascita mescolò l'argilla, tutti gli dèi si raccolsero intorno e sputarono su di esso. Poi Enki e la dea dell'utero presero l'argilla e la portarono nella "stanza del destino", dove si riunirono tutte le dee del grembo materno.

Egli [Enki] calpestò l'argilla in presenza di lei;
Lei continuava a recitare un incantesimo,
Perché Enki, soggiornando in sua presenza, l’aveva obbligata a recitarlo.
Quando ebbe finito il suo incantesimo,
Estrasse quattordici pezzi d'argilla,
E mise sette pezzi a destra,
Sette a sinistra.
Tra di essi depose un mattone di fango. (Dalley 16, Atrahasis)

La creazione dell'uomo sembra essere descritta come una specie di clonazione o di quella che noi oggi chiamiamo fecondazione in vitro.
Il risultato fu un ibrido o "umano evoluto", con maggiore intelligenza, che potesse svolgere le funzioni fisiche degli dèi lavoratori e anche prendersi cura delle esigenze di tutti gli dèi.
Ci viene detto, in altri testi, che la spedizione è venuta per l'oro, e che grandi quantità sono state estratte e spedite fuori del pianeta. La comunità in Sud Africa era chiamata "Abzu" ed era la posizione privilegiata delle operazioni minerarie.
Poiché questi eventi sembrano coincidere con le date di "Eva mitocondriale" (vale a dire dal 150000 al 250000 a.C.) e sembrano essere situati nella regione delle più ricche miniere d'oro del pianeta (Abzu), alcuni ricercatori pensano che le leggende sumere possano, infatti, essere basate su avvenimenti storici.


Secondo gli stessi testi, una volta conclusa la spedizione mineraria, fu deciso che la popolazione umana dovrebbe essere lasciata perire in un diluvio che era stato previsto dal astronomi degli “dèi". A quanto pare, il passaggio ciclico del pianeta natale degli dèi, Nibiru, stava per portarlo abbastanza vicino all'orbita della Terra e la sua gravità avrebbe provocato una risalita (marea) degli oceani a inondare la terra, mettendo fine alla specie ibrida - homo sapiens.
Secondo la storia, uno degli “dèi" aveva simpatia per un essere umano particolare, Zuisudra, e lo avvertì di costruire una barca per cavalcare l’onda del diluvio. Questo divenne la base per la storia di Noè nel libro della Genesi. Fu un fatto veramente accaduto? L'unica altra spiegazione è immaginare che le leggende sumere, che parlano della vita su altri pianeti e della clonazione umana, fossero straordinarie creazioni di fantascienza. Questo sarebbe di per sé sorprendente. Ma ora abbiamo la prova che la città mineraria, Abzu, è reale e che esisteva nella stessa epoca dell’improvvisa evoluzione degli ominidi a homo sapiens.
Abbastanza da darci da pensare per un po'.


tratto da:http://www.liutprand.it/

giovedì 12 novembre 2009

The Meatrix ITA





fonte:http://www.themeatrix.com/

sabato 7 novembre 2009

Kymatica - ITA SUB




Altro interessantissimo film di Ben Stewart

LA PROFEZIA, NWO...il film



Film ricco di spunti di riflessione.Buona visione.

tratto da:youtube.com

venerdì 6 novembre 2009

Downshifting: scalando marcia si vive meglio

Le avvisaglie di un cambiamento di coscienza collettivo si stanno progressivamente palesando nel comportamento e nelle abitudini delle persone, sempre più stanche di rincorrere inutili miraggi professionali e di seguire regole deumanizzanti che riducono la vita a consumo e abnegazione per il lavoro. Il downshifting (letteralmente scalare marcia) è la cessazione o il rallentamento consapevole del ritmo lavorativo, una scelta personale che può fare la differenza, un fenomeno incalzante che ha già coinvolto 16 milioni di persone in tutto il mondo. Un numero significativo che parla da se.
Sono già in molti, soprattutto tra i cosiddetti benestanti, a riconoscere e percepire l'insensatezza di un sistema che ricatta per funzionare, che richiede la totale partecipazione dell'individuo, quasi sempre, a discapito di una vita soddisfacente e creativa. Il downshifting può sembrare ad alcuni una scelta coraggiosa, comunque riservata a chi ha precise risorse o addirittura inapplicabile ma, pensandoci bene, come si può rinunciare a persone, sentimenti, aspirazioni, situazioni, gioia, senso di avventura, agli anni migliori, per ripetere ogni giorno le stesse azioni, il più delle volte prive di passione, e vedere le stesse identiche persone come noi immerse nell'apparente ineluttabilità dei propri obblighi? Come possiamo barattare una vita vera dettata dalle nostre reali ispirazioni e capacità, con una vita da schiavi, relegati e inscatolati in un ufficio (quando va bene) per produrre la ricchezza necessaria a sostentarci e a consumare beni poco necessari o totalmente inutili? Lo facciamo solo perchè lo fanno tutti ed è così che va la vita? Oppure per poter dire "anch'io esisto" e sono socialmente integrato? Lasciate spazio al dubbio e senza razionalizzare assaporate l'eventualità di poter mollare tutto per fare finalmente ciò che preferite. Se per voi fosse possibile, ammesso che sappiate ancora cosa vi piacerebbe fare, non lo fareste?
Questa consapevolezza è qualcosa che si sta rafforzando, sia pur lentamente, e che rappresenta l'impellente desiderio di riprendersi il diritto di vivere un'esistenza piena e adeguata ai propri ritmi. Slegarsi da un modello di vita e di pensiero così consolidato per riottenere la libertà non è un'impresa facile e presuppone un'intenzione lucida e ponderata. Questa strada richiede un certo tempo per essere intrapresa e un'attenta pianificazione. Cito una sintesi di alcuni concetti tratti dal libro "Adesso basta" di Simone Perotti (ex manager): "Ridurre o lasciare il lavoro per cambiare vita non è cosa che si possa fare in qualsiasi momento, scappando da un nemico crudele che ci ha oppresso fino a farci desistere né tantomeno deve essere una scelta esistenziale da associare alla sconfitta. Deve essere una scelta consapevole, chiara, pianificata da tempo e portata avanti con determinazione e ottimismo. Cambiare la propria vita per provarne un'altra o molte altre, per provare se stessi con altri abiti addosso deve essere un sogno positivo in cui sfocia la nostra energia".
Solo una visione del mondo basata sulla curiosità, lo spirito di avventura e sulla fede nella vita come "fabbrica del possibile" può portare ai risultati ricercati. Per operare il cambiamento deve avvenire una trasformazione interiore: un individuo demotivato, che rimugina sui fallimenti passati, sarà infelice dovunque, salvo per l'istante della novità. Qualunque luogo e condizione (ricchezza, povertà, ecc.) offre identiche possibilità, cioè, essere felici o infelici. L'inizio di una nuova vita necessita di una coscienza libera. Non dobbiamo prendere una decisione così importante quando siamo nella polvere, prima dobbiamo rialzarci, rassenerarci, fare bene un'altro tratto di strada e poi cambiare, col cuore in pace. Continuare a vivere una sorta di "Sindrome di Stoccolma" con il sistema quando in realtà nel nostro profondo, seppellito tra certezze più o meno guadagnate, pulsa l'anelito verso qualcosa di veramente appagante, è l'ipocrisia più grande a cui si possa indulgere. Ma, si sa, il sistema droga e trattiene le sue prede, non accetta mezze misure, parziali adesioni, o tutto o niente. Con chi non lo sostiene è spietato, se non segui le sue regole niente privilegi e questo è indubbiamente un forte deterrente. Inoltre niente status, niente gingilli con cui giocare o apparire. Se fosse davvero impossibile togliersi queste "manette", allora come si spiega l'entità del fenomeno?
Anche se ormai siamo ridotti ad un ammasso di individui privi di intuito, freddi calcolatori di profitto personale e sudditi di una società cinica, edonista, fatua e distruttiva, anche se ormai abbiamo gettato la spugna e nemmeno più crediamo esista un'alternativa sostenibile o magari aspettiamo che la nostra fatica dia prima o poi dei frutti, sempre più impauriti dal futuro e a rischio di "agenti tossici" come la noia e l'assenza di senso, anche se siamo per la maggior parte del nostro tempo in preda ad una mente sabotata fin dall'infanzia, per alcuni di noi è stato possibile compiere questo salto verso la libertà. Non è un'utopia. Questo va ricordato così come è bene ricordare che "qualcuno" vuole che il mondo resti in questo stato e che tutto continui a degenerare. Se ciò sta accadendo sotto i nostri occhi è solo perchè noi accettiamo passivamente questo assurdo gioco. Per liberarsi dal sistema bisogna essere già liberi poichè l'ostaggio che non vuole abbandonre il suo rapitore non riuscirà mai a lasciarlo.
"Per un vero viaggio di scoperta non occorrono posti nuovi ma occhi nuovi" Marcel Proust
La Storia delle cose Pt. 1
La Storia delle cose Pt. 2
La Storia delle cose Pt. 3


Tratto da:
http://coscienzaevoluta.blogspot.com